lunedì 26 agosto 2019

In visita nell'Alta Val D'Arda

Dall'Agriturismo La Risorgiva a Morfasso,Vernasca e Gropparello

In visita nell'Alta Val D'Arda
Questo itinerario è da percorre in auto, ma non mancheranno piacevoli passeggiate per visitare parchi e castelli, a cominciare da Morfasso.
Morfasso è situato nell'alta val d'Arda
Parte del territorio fa parte del Parco provinciale Monte Moria, area di salvaguardia naturalistica coperta da un fitto bosco che conserva querce secolari.
Il parco, diventato famoso dopo essere stato il set di riprese nel telefilm La freccia nera, è meta, nella giornata di ferragosto, per una tradizionale festa campestre che vede riunirsi nella grande radura migliaia di piacentini.
Si trova nel territorio comunale il santuario di Santa Franca, posto ad una elevata altura in mezzo a prati, meta di gite domenicali per piacentini e non.
Nella frazione di Sperongia, che dista 5 km da Morfasso, è possibile visitare il Museo della Resistenza piacentina inaugurato il 25 aprile 2009.
Il museo è dedicato alle formazioni partigiane del Piacentino, ma anche alle popolazioni che durante 20 lunghi mesi soffrirono sotto il tallone nazifascista, pagando un duro tributo di morte, distruzione, violenze e deportazione nella speranza della liberazione e di un futuro migliore.
Percorrendo la provinciale ci imbattiamo nel piccolo paesino di
Bore,  un piccolo centro apprezzato come tranquilla villeggiatura, anche per la moderazione del clima nella bella stagione.
A pochi chilometri la cittadina di Vernasca che conserva i resti della romanica Pieve di S. Colombano (secolo XII), ovvero il campanile e l’abside, attualmente inserite nel gradevole contesto di una piazza - giardino nella parte alta del paese; il resto del tempio è stato abbattuto all’inizio del Novecento, quando era già stato reso pericolante da una frana.
La nuova chiesa venne edificata nel 1890 più in basso rispetto all’antica Pieve.
Lugagnano Val d'Arda è situato lungo il corso del torrente Arda, sul versante settentrionale dell’Appennino piacentino. Il paesaggio è caratterizzato dalle argille di Monte Giogo.
In una delle frazioni, Velleia Romana, nel 1747 fu ritrovata la tabula alimentaria traianea, la più grande iscrizione su bronzo di tutto l’Impero romano.
Da lì in poi, grazie soprattutto a Filippo I di Parma, iniziarono gli scavi che riportarono alla luce uno dei più interessanti municipi romani.
Rappresentava innanzitutto uno dei principali punti dell'interscambio commerciale, ma anche una meta di villeggiatura per consoli e proconsoli grazie anche alle terme ritrovate nella città.
I reperti sono conservati nel museo Nazionale di Parma, mentre solo in piccola parte alcuni si trovano nel museo di Velleia.
Infine Gropparello la cui storia è strettamente legata a quella del castello che si trova ad inizio paese.
Fu sede di un castrum romano che presidiava la via per Velleia. Donato da Carlo Magno al vescovo di Piacenza nel IX secolo subì attacchi e assedi nel periodo di lotte tra Guelfi e Ghibellini.
Nel comune è possibile trovare moltissimi resti fossili lungo le sponde dei torrenti Vezzeno, Chero e Riglio.
Il castello, infatti, sorge in cima ad uno sperone roccioso, su uno strapiombo che domina il torrente Vezzeno, formando un orrido di circa 85 metri di altezza, rendendo il castello, nel passato noto come rocca di Cagnano, praticamente inespugnabile nei secoli.
Nel parco che circonda il castello è stato aperto il primo parco emotivo italiano, dove, accompagnati da animatori, i bambini possono andare alla scoperta delle fiabe e dei miti nordici.
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