venerdì 22 novembre 2019

Visita a Piozzano:Itinerario n.1

Con itinerari piacentini andiamo quest’oggi in visita a Piozzano

Visita a Piozzano:Itinerario n.1
Con itinerari piacentini andiamo quest’oggi in visita a Piozzano, al limitare della Val Luretta, piccolo e verdeggiante lembo di terra che si estende tra la Val Tidone e la Val Trebbia. Ampi spazi e distese prative percorse da torrenti è il quadro, racchiuso in una cornice di storia ed antiche tradizioni. Nel suo territorio Piozzano custodisce numerosi spunti di notevole interesse, i quali, sapientemente valorizzati da un’attenta amministrazione comunale, rappresentano attrazione turistica per un sempre crescente numero di visitatori, che qui possono apprezzare un ambiente naturale incontaminato, punteggiato qua e la da emergenze storiche ed architettoniche di pregio. Sono due gli appuntamenti che la nostra rubrica dedica al comune di Piozzano ed in questo primo toccheremo le località di Monteventano, di Montecanino, di Pomaro ed altri luoghi, lungo un itinerario che entra ed esce tra fitti boschi, vigneti e coltivazioni dove la capace mano dell’uomo ha disegnato ed inventato forme geometriche che appaiono, da lontano, come distesi tappeti dal taglio netto, deciso, a copertura di dolci e morbide colline. Le mie guide di oggi sono Agostino Bongiorni e Tagliaferri Franco, il primo assessore nonché produttore vitivinicolo, il secondo geometra al Comune, ed entrambi condividono una profonda conoscenza del territorio, della sua storia. La partenza è dal centro del paese (che visiteremo a fondo in un prossimo appuntamento n.d.r.), che lasciamo per dirigerci verso il castello di Rezzanello, prima tappa dell’itinerario. La strada, che si raggiunge dopo aver superato la deviazione che segnala l’Agriturismo La Sorgente (vedi box), interessante tappa gastronomica, è stretta ma agevole, e corre dentro un bosco di querce, alcune delle quali di notevole importanza in quanto centenarie e di notevoli dimensione, per questo poste sotto tutela. Lungo il percorso vediamo alzarsi in volo qualche upupa, che incontreremo in seguito numerose. Giunti al castello, di proprietà privata, lo troviamo in fase di ristrutturazione. Lasciamo l’auto e seguiamo il sentiero che inizialmente fiancheggia le sue mura per poi addentrarsi nel bosco. Dove termina la facciata frontale del castello, in corrispondenza dell’angolo, Agostino mi fa notare una di quelle antiche querce protette, alta, imponente, maestosa. Si risale in auto e ripercorriamo la stessa strada percorsa in precedenza e si aprono, sorprendendomi, di fronte e sui fianchi, scorci e vedute di un ambiente di forte suggestione, che mi erano sfuggite percorrendo la strada in senso contrario. Questi luoghi, in effetti, si modificano, variano i suoi paesaggi, gli scenari, dietro ogni curva, superato ogni piccolo dosso e le immagini si susseguono, sempre nuove e sempre diverse, unite da un comune denominatore che è quello di una rigogliosa natura che si distende in spazi infiniti, che si perdono all’orizzonte. Una lepre ci attraversa la strada e per un po corre parallela a noi per poi deviare all’improvviso e perdersi nella vegetazione. Ritornati in paese, lasciamo sulla nostra destra il ponticello che immette sulla provinciale, dove frontalmente ha sede il municipio, per svoltare invece a sinistra. La strada comincia subito ad arrampicare leggermente. Qualche chilometro e facciamo la nostra seconda sosta al castello Canova Chitti dove veniamo accolti dai cordiali proprietari che stanno pensando bene di adibire una parte della bella costruzione a bed and breakfast. Mi pare personalmente un’ottima idea, confido a loro, vista la struttura e la zona dove sorge e, nel mentre si chiacchiera piacevolmente, mi accompagnano in visita a questo bel maniero del XVI secolo. Dell’antico ponte levatoio, mi fanno osservare, rimangono solo alcune tracce, ma l’intero fortilizio è comunque ottimamente conservato. Attorno solo il verde dei boschi attraversati da sentieri per escursioni facili da percorrere. Salutiamo e proseguiamo. Pochi minuti per incontrare sulla nostra destra tanti cavalli che vediamo correre liberi. Poco oltre, sulla sinistra alcuni bungalow, dopo qualche centinaio di metri la sede di uno dei centri ippici più noti della provincia piacentina: La Bosana. Da quasi vent’anni azienda agrituristica, il centro è tuttavia noto soprattutto tra gli appassionati del cavallo. Una breve sosta per una visita mentre vediamo nel maneggio un gruppo di ragazzi che stanno seguendo un corso, sotto l’occhio attento di Irene che con la famiglia gestisce l’attività. Apprezziamo anche qui i grandi spazi e la ricca vegetazione circostante, mentre riprendiamo la via del ritorno, nuovamente verso il centro del paese. Raggiunta la strada provinciale giriamo a sinistra e prendiamo direzione Pianello. Una volta superata loc. Guadà ed una trattoria dal curioso nome La Pancia Piena, imbocchiamo una striscia d’asfalto che conduce a Monteventano, dove si erge l’omonimo castello. Si tratta di una bella struttura che ha subìto numerose distruzioni, dal Barbarossa prima e dai Ghibellini in seguito, ma è stato graziato il bellissimo dongione di circa 30 metri di altezza. A fianco sorge la chiesa della natività. Qui noto il segnale di un sentiero CAI, il 205, che sale fin quassù dopo aver percorso, più a valle, un tratto del torrente Luretta. Ritorniamo all’auto e prendiamo la direzione di un cartello che indica strada Poviago. Superata frazione Lassano, Franco mi fa notare sulla sinistra la veduta che si apre sul castello Monteventano, appena visitato. Merita una sosta e qualche scatto che non tardo ad effettuare. L’immagine che esce è quella che non sfuggirebbe mai ad un pittore paesaggista, dove il soggetto, l’antico maniero, si erge contornato da campi di papaveri, donando una delicatezza rotta dalla ruvida formazione dei calanchi Le Ripe che si stagliano sul fianco. La seguente sosta è alla chiesa di San Gabriele, nell’omonima frazione, che lasciamo dopo la fugace visita per una sterrata, nonostante si tratti di strada provinciale, detta La Caldarola. Qualche chilometro, si supera la disabitata frazione di Basentico, per giungere a Pomaro, un tempo sede comunale, che custodisce la parrocchiale di San Vitale del X secolo. Conosciamo il parroco, don Enzo Nucca, affaccendato in lavori tra manovalanza e giardinaggio, per rendere il luogo più accogliente e gradevole e si propone di accompagnarci in visita all’edificio. Qualche minuto e qualche foto, un saluto e un arrivederci a presto, per poter continuare il nostro itinerario che prevede altre due tappe. La prima è in loc. Vidiano con la chiesa di San Cristoforo del X secolo, la seguente, ed ultima, è Montecanino, un antico borgo ben recuperato. Qui si fa visita alla chiesa di San Giovanni Evangelista con il campanile curiosamente staccato dall’edificio, che si erge imponente alla sua destra. Si notano poi i resti dell’antico castello che sorgeva a dominio del territorio circostante, distrutto dal Barbarossa. Qui il bello si combina con il buono, poiché hanno qui sede due agriturismi, ideali per una rilassante e gustosa sosta gastronomica. Proprio adiacente la chiesa si trova Il Gelso, già da diversi anni tappa degli amanti della buona e genuina cucina piacentina. Nelle immediate vicinanze, invece, si colloca il giovane agriturismo Agronauta, che si è subito inserito nel circuito degli agriturismi d’eccellenza, circuito che segnala quelle attività che si evidenziano per la qualità della cucina, dei prodotti utilizzati, dei servizi offerti. Peculiarità comuni a tutte quelle aziende agrituristiche che andremo ad incontrare nei nostri itinerari e che consiglieremo tra le pagine della nostra rubrica.

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