Nell'Italia del vivere e mangiare bene, Piacenza riveste un ruolo di primo piano. Sedersi a tavola in uno dei tanti agriturismi della provincia piacentina, tra monti e colline è un vero piacere per lo spirito e per il palato. Numerosi i piatti tipici, ma il vanto rimangono i prodotti certificati, cioè quelli che si possono fregiare del marchio d'origine.
Tre sono sul versante salumi e sono la coppa, il salame e la pancetta.
Clima umido senza bruschi sbalzi di temperatura e grandi boschi solcati da torrenti: tutto questo ha creato, nel piacentino, un ambiente ideale per l'allevamento in genere e quello dei suini in particolare. L'aria, altro ingrediente fondamentale, è inoltre perfetta per una buona stagionatura.
Tracce della presenza di maiali risalgono ad un millennio prima dell'era cristiana. Un ciondolo-amuleto bronzeo di epoca romana, raffigurante un piccolo maiale, è custodito nel Museo Civico di Piacenza. Nei primi decenni del '700 i salumi piacentini fecero breccia in Francia e Spagna per merito dell'abile diplomatico cardinale Giulio Alberoni.
I salumi piacentini, sua terra natale, infatti, contribuirono a fargli guadagnare le simpatie di personaggi influenti. E forse diedero un contributo a realizzare importanti disegni di politica internazionale, come quando, nel 1711, il cardinale riuscì a persuadere il generale francese Duca di Vendòme a mettersi al servizio di Filippo V re di Spagna, risollevando così le sorti militari del regno iberico.
Per la valorizzazione e la difesa di coppa, salame e pancetta piacentini D.o.p., si è costituito nel 1971 il Consorzio Salumi Tipici Piacentini. Gli aderenti al Consorzio, oltre venti aziende rappresentanti il 100% delle imprese provinciali operanti nel settore, per produrre i tre rinomati D.o.p., seguono le ferree condizioni stabilite dai Disciplinari di Produzione. |