mercoledì 26 luglio 2017
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Emilia Romagna, una nuova disciplina per gli agriturismi nel 2008

Disciplina in Emilia Romagna

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E' stato approvato dalla Giunta regionale un progetto di legge che punta a promuovere la qualità e la ruralità degli agriturismi della Regione, valorizzare il patrimonio economico, socio-culturale e ambientale del territorio rurale, nonché integrare il reddito dell'impresa agricola.

La Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato un progetto di legge per una nuova disciplina degli agriturismi che punta a promuovere la qualità e la ruralità degli agriturismi della regione. Con questo progetto di legge si vuole, inoltre, valorizzare il patrimonio economico, socio-culturale e ambientale del territorio rurale nonché integrare il reddito dell'impresa agricola secondo le indicazioni dell'Unione Europea e della nuova legge quadro nazionale del settore, approvata dal Parlamento italiano nel febbraio del 2006.
Il testo, che sarà discusso a settembre dall'assemblea legislativa, prevede vincoli per garantire la qualità, controlli e sanzioni, incentivi per aumentare la ricettività delle strutture e promuovere la produzione agrolimentare regionale tipica. "L'attività degli agriturismi è complementare a quella agricola", ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura Tiberio Rabboni.
"Le nuove norme, nelle quali abbiamo tenuto conto di tutti gli interessi in gioco e del punto di vista delle associazioni di categoria, puntano a incentivare le scelte di qualità e la caratterizzazione dell'offerta agrituristica".
In base ai vincoli previsti dal progetto di legge, il titolare dell'azienda agrituristica in Emilia-Romagna dovrà essere un agricoltore e dedicare il numero maggiore di giornate lavorate all'attività agricola. Le strutture potranno essere create solo all'interno di edifici già esistenti.
L'80% dei prodotti utilizzati per i pasti dovranno provenire dallo stesso agriturismo, da aziende agricole del territorio o essere composti da prodotti regionali a marchio controllato (Doc e Dop), e anche per la restante quota pasti e bevande dovranno provenire preferibilmente da artigiani alimentari della zona e riferirsi alla tradizione regionale. L'attività di ristorazione, infine, non potrà superare la media mensile (e non più annuale) di 50 pasti giornalieri. Tale limite potrà essere elevato di due pasti aggiuntivi per ogni camera o piazzola presente nell'agriturismo, per incrementare la presenza di turisti e le occasioni di soggiorni nel territorio.
Per quanto riguarda i controlli, sono obbligatori nel triennio e più stringenti quelli di Province e Comuni per verificare il possesso e la permanenza dei requisiti soggettivi e produttivi. Per chi non rispetta le regole sono previste delle sanzioni.
La nuova disciplina incentiva la qualità attraverso la promozione dei club di eccellenza, dando loro la priorità nell'utilizzo delle risorse pubbliche regionali e comunitarie.
I club potranno essere costituiti volontariamente dagli agriturismi che si impegnano a rispettare particolari disciplinari qualitativi relativi alle caratteristiche architettoniche degli edifici, ai menu offerti, alla prevalenza di materie prime aziendali, ai servizi di accoglienza.
Infine, i processi di autorizzazione verranno semplificati, così, per esercitare l'attività agrituristica, sarà sufficiente presentare al Comune e all'Ausl una dichiarazione di inizio attività.
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