venerdì 15 novembre 2019

Piacentino tra storia e leggenda

dall'Agriturismo Torre Maestri al più leggendario castello del piacentino

Piacentino tra storia e leggenda
Dall’Agriturismo Torre Maestri sono solo 30 km per raggiungere una delle più belle mete storico ambientali del piacentino, la Rocca d’Olgisio. Se poi si vuole fare rientro a Torre Maestri attraverso le verdi distese dei vigneti della val Tidone saranno altri 40 km da vivere pienamente, in un itinerario ad anello capace di procurare vere sensazioni di incanto e di piacevole stupore! Giunti alla Rocca d'Olgisio si apprezza immediatamente l'imponenza di questo complesso fortificato, posto su una rupe scoscesa a cavallo tra la val Tidone e la val Chiarone, nel comune di Pianello Val Tidone, in provincia di Piacenza.
Sorge su un ripido crinale a 564 m s.l.m. di altezza che, pur non essendo in sé una grande altitudine, in questa zona appenninica di non elevati rilievi, la veduta panoramica sulla pianura Padana e le valli circostanti è già un buon motivo di visita. Ma il bello deve ancora venire...
Rocca d'Olgisio incastonata nella roccia, a presidio delle valli dei torrenti Tidone e Chiarone, è una delle piu antiche e suggestive rocche piacentine, cinta da ben sei ordini di mura; fondata attorno all'anno Mille, nel 1378 dopo diverse appartenenze, viene consegnata da Gian Galeazzo Visconti a Jacopo Dal Verme, valoroso vincitore della battaglia di Alessandria contro Firenze.
Le Sante Liberata da ComoFaustina da Como sono nate qui, figlie del nobile Giovannato proprietario della rocca.
Fuggirono dal castello per evitare il matrimonio imposto dal padre e si rifugiarono a Como dove fondarono un monastero. Entrambe le monache benedettine sono legate ad alcune leggende locali e hanno dato il nome a una delle grotte poste sul crinale.
Questa è solo un pò di storia.
La visita alla Rocca si svolge tra le cinte murarie, di cui l'ultima costruita nell'Ottocento, che circondano il complesso di fabbricati di epoche diverse a cui si accede attraverso due ingressi.
Sullo stipite del portone che permette l'ingresso dalla terza cinta muraria nel cortile è scolpito il motto Arx impavida cioè fortezza impavida ovvero fortezza che nulla teme.
Questo accesso era dotato fino all'inizio dell'Ottocento di ponte levatoio e protetto da un'inferriata a saracinesca.
All'interno del cortile è situato il pozzo, profondo una cinquantina di metri su cui insistono leggende di passaggi segreti e vie di fuga dal castello.
Nel complesso, che è molto articolato, possiamo vedere l'oratorio, la torre della campana, il mastio con saloni affrescati e un loggiato di vedetta cinquecentesco.
All'esterno, poco oltre le cinte di mura, vi sono alcune grotte che ospitavano una necropoli preistorica, e che sono legate ad avvenimenti leggendari e sacri: la grotta delle sante (Faustina e Liberata).
La grotta è interessante per le sedute e gli altari intagliati nella roccia, oltre che per le incisioni, e per il vasto panorama inquadrato dall’apertura.
Le nobildonne cui la grotta deve il nome fuggirono dal castello per evitare il matrimonio loro imposto dal padre, il nobile Giovannato, e fondarono nel VI secolo un monastero a Como.
Molto interessante è anche la vegetazione di questa zona dove a poca distanza convivono i fichi d’india con maestosi castagni.
La visita è conaigliato effettuaral accompagnati dalle guide per non perderne le peculiarità che la caratterizzano e dura, all'incirca, un'ora.
Al rientro si potranno visitare i paesi che si incontrano durante il tragitto, Pianello, Borgonovo val Tidone, Gragnano e Gossolengo sicuramente meritevoli, per poi arrivare all'Agriturismo Torre Maestri per passeggiare nei suoi vialetti in attesa di gustare, dopo un ricco aperitivo, una raffinata cena!

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