sabato 15 dicembre 2018

Chiese nel piacentino: la parrocchiale di Sarmato

dedicato a Santa Maria Assunta

Chiese nel piacentino: la parrocchiale di Sarmato
La fondazione della chiesa risale al VIII Sec. dopo Cristo ad opera di Burnengo o Buringo, principe longobardo. La parrocchia esisteva già nel 1200, ma la documentazione di archivio parte dal 1572, poiché quella anteriore a tale data fu distrutta da un incendio. Il tempio, dedicato a S. Maria Assunta, ha subito molte trasformazioni; il preesistente risaliva al Sec. XVI ed era a tre navate con volte ad archi a tutto sesto. La magnifica canonica, ora restaurata, fu realizzata nel 1715 ad opera di don Giorgio Zanettini, come ex voto. La torre campanaria, iniziata da don Francesco Boeri nella seconda metà del 1700, in sostituzione di quella bassa e diroccata, è stata terminata nel XIX secolo. Nel periodo anteguerra don Giuseppe Spagnoli, per far fronte all'aumento della popolazione, decise di allungare la chiesa. Con l'intervento dell'arch. Berzolla fu trasformata in chiesa a croce latina, con transetto e buovo abside. L'attuale facciata, in cotto e rivestimento di cemento in finto marmo, fu realizzata nel decennio 1950-1960. L'appesantimento della facciata favorì il crollo del tetto della navata laterale sinistra il 22 maggio 1964. Don Bruno Sidoli riprtistinò la chiesa sulla base di due criteri fondamentali: - eliminare la parte vecchia per ragioni di sicurezza - trasformare la chiesa secondo la direttive conciliari Oggi la chiesa presenta tre caratteri stilistici discontinui: -facciata in stile novecento -la navata moderna -l'abside neo-rinascimentale. Al suo interno sono conservate: una pregevolissima statua della Madonna del Rosario del XVIII sec. di sicura mano del Geenaert, una statua lignea del XVII sec. che raffigura S. Caterina da Siena un quadro di maniera del 1600 raffigurante S.Anna e S. Lucia, un quadro del XIX secolo di S. Antonio da Padova. Nell'abside è conservato il quadro della Madonna Assunta, opera di Enrico Prati del 1891. L'organo, che ora si trova a fianco dell'abside, conserva traccie dell'antico Serassi.
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