venerdì 15 novembre 2019

Gropparello

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Proprietà del vescovo di Piacenza, nell’850 fu feudo dei Pallavicini, poi dei Fulgosio e in seguito degli Anguissola. La storia del Paese è legata a quella del suo castello che sorge ad un chilometro a valle dell’abitato, su un promontorio roccioso che strapiomba sul torrente Vezzeno. 
Il fortilizio fu al centro di furiosi attacchi e assedi durante la lotta tra guelfi e ghibellini. 
Di struttura severa ed imponente, la torre d’ingresso presenta un’aerea passerella che scavalca un profondo fossato e all’interno un’ampia sala d’armi accoglie cimeli di vita medioevale. 
Notevole interesse anche per i resti di una chiesa romanica che nell’XI secolo fu un importante Collegiata. 

A valle del paese, in frazione Sariano, sorge il Castello dei Pallastrelli costruito su un colle del quale si domina la bassa Val Vezzeno; venne gravemente danneggiato dalle milizie spagnole nel 1635 e quindi totalmente restaurato. 
Sempre a Sariano, a testimonianza dell’antica origine del borgo, la piccola chiesa risalente ad epoca anteriore al Mille, con elementi architettonici romanici ancora bene evidenti dopo il totale restauro. 

L’agricoltura rimane alla base dell’economia locale, con numerosi vigneti per la produzione di ottimi vini tra i quali spicca il rosso Gutturnio D.o.c. dei colli piacentini. 

Il turismo è stagionale e si sviluppa prevalentemente nelle numerose ville patrizie residenziali, sorte negli ultimi decenni. 

Gli itinerari di maggiore interesse sono quelli che conducono a Montechino, a Magnano, a Rezzano e a Travazzano con i rispettivi castelli; le località di Rustigazzo e il Monte Taverne (806 mt.), dove nasce il torrente Chiavenna; poi ancora alla Chiesa Vecchia con parco naturale, boschi di querce e castagneti, a Castellana, 447 metri, con visita alle località di Groppovisdomo, Obolo e Prato Barbieri.

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