mercoledì 23 ottobre 2019
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Itinerari in Val Chero: Gropparello

visita a Gropparello

Itinerari in Val Chero: Gropparello
Proprietà del vescovo di Piacenza, nell’850 fu feudo dei Pallavicini, poi dei Fulgosio e in seguito degli Anguissola. La storia del Paese è legata a quella del suo castello che sorge ad un chilometro a valle dell’abitato, su un promontorio roccioso che strapiomba sul torrente Vezzeno
Il fortilizio fu al centro di furiosi attacchi e assedi durante la lotta tra guelfi e ghibellini. 
Di struttura severa ed imponente, la torre d’ingresso presenta un’aerea passerella che scavalca un profondo fossato e all’interno un’ampia sala d’armi accoglie cimeli di vita medioevale. 
Notevole interesse anche per i resti di una chiesa romanica che nell’XI secolo fu un importante Collegiata. 

A valle del paese, in frazione Sariano, sorge il Castello dei Pallastrelli costruito su un colle del quale si domina la bassa Val Vezzeno; venne gravemente danneggiato dalle milizie spagnole nel 1635 e quindi totalmente restaurato. 
Sempre a Sariano, a testimonianza dell’antica origine del borgo, la piccola chiesa risalente ad epoca anteriore al Mille, con elementi architettonici romanici ancora bene evidenti dopo il totale restauro. 

L’agricoltura rimane alla base dell’economia locale, con numerosi vigneti per la produzione di ottimi vini tra i quali spicca il rosso Gutturnio D.o.c. dei colli piacentini. 

Il turismo è stagionale e si sviluppa prevalentemente nelle numerose ville patrizie residenziali, sorte negli ultimi decenni. 

Gli itinerari di maggiore interesse sono quelli che conducono a Montechino, a Magnano, a Rezzano e a Travazzano con i rispettivi castelli; le località di Rustigazzo e il Monte Taverne (806 mt.), dove nasce il torrente Chiavenna; poi ancora alla Chiesa Vecchia con parco naturale, boschi di querce e castagneti, a Castellana, 447 metri, con visita alle località di Groppovisdomo, Obolo e Prato Barbieri.

Ma ciò che più eccita la fantasia del visitatore è certamente il Castello di Gropparello che rimane forse uno dei complessi che più conservano tutto il fascino della fortificazione medioevale, grazie anche al paesaggio eccezionale in cui si trova, ed alla particolarissima disposizione, che lo fa apparire quasi incastonato nella roccia, di origine vulcanica, su cui è stato edificato.
Le fondamenta su cui poggiano i muri in pietra sono scavate nella viva roccia, che in molti tratti è tuttora ben visibile anche all’interno dell’edificio, fuoriuscendo dal piano del pavimento in molti tratti delle antiche cantine.
L’accesso alla fortezza era possibile solo attraverso i due ponti levatoi, uno “carrabile”( tutt’oggi funzionante), che veniva abbassato soltanto per il passaggio di uomini a cavallo o carriaggi militari, ed uno pedonale.
Il portone principale è sormontato da un interessante bassorilievo rappresentante San Giorgio nell'atto di colpire il drago che stava per divorare la giovane principessa, secondo la nota leggenda che ha ispirato molti artisti medioevali e rinascimentali.
Tra gli ambienti interni, particolarmente interessanti una sala da pranzo risalente a fine cinquecento.
Grazie all'ottima acustica dovuta al soffitto a volta, l'ambiente è attualmente adibito a sala da musica, particolarmente adatta per la musica da camera, e contiene alcuni strumenti di grande interesse.
Intorno alle mura del castello, nel percorso nato come camminamento di ronda dei soldati,è nato, grazie alla semina di piante medicinali aggiunte a quelle già esistenti, un orto botanico spontaneo molto particolare e carico di suggestioni.
In questo luogo fantastico ha la sua naturale collocazione il Museo della Rosa Nascente, nato nel 2008 per volontà di Rita Trecci Gibelli, da sempre innamorata di questo magnifico fiore.
Il giardino conta ad oggi 800 rose con oltre 90 varietà, e si snoda tra la ridente costa degli ulivi e i viali che portano verso le ombrose mura del Castello e le Gole del Vezzeno.
Infine, come ogni Castello che si rispetti, non poteva mancare il Parco delle Fiabe,il primo parco “emotivo” in Italia, dove tra il folto degli alberi del secolare parco intorno al castello, è stato amorosamente ricostruito l’habitat tradizionale dove grandi e piccini possono sognare di di trovarsi tra dame, cavalieri e cattivissime streghe….

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