domenica 15 settembre 2019

Ziano Piacentino - Itinerari in Val Tidone

con il Museo Archeologico della Valtidone

Ziano Piacentino - Itinerari in Val Tidone
Ritorniamo, con questo appuntamento di Vissi di Viaggio, in visita a questa terra ricca di storia e ricca di sapori. E di questa nostra bella provincia, Ziano ha senz’altro tutte le carte in regola per essere considerato uno dei comuni piacentini a più alta densità di prodotti tipici.
E’ sufficiente, infatti, far scorrere lo sguardo lungo i contorni del suo paesaggio per rendersene conto; ordinati e curatissimi filari di viti che ricoprono dolci distese collinari in una campagna fervente di attività a rappresentare una realtà, certamente economica e produttiva, ma anche sociale e culturale, che ha sempre legato i suoi fertili campi al proprio avvenire.
Andiamo a conoscere quel territorio racchiuso dentro le frazioni di Fornello, Montalbo e Vicobarone, non prima di aver fatto visita al capoluogo Ziano.

Itinerario
Ziano è un piccolo centro tranquillo, vivacizzato dall’operosità della sua gente che vive una quotidianità fatta di cose semplici ma importanti. Una società saldamente ancorata a valori veri della vita, dove famiglia e lavoro stanno ai vertici, dove la socializzazione ed un sano svago è consumato nei pubblici locali che si aprono lungo le vie di questo paese.
Ed è questa l’aria che si respira, quella di una comunità unita e legata da sani principi. Oltre a quella di una natura incontaminata, salvata da quelle forme di inquinamento ambientale ed acustico che abbassano drasticamente la qualità della vita. Anche oggi sono in compagnia di Maria Teresa Bergonzi, assessore al turismo del comune di Ziano e, con lei, vado a visitare il Museo Archeologico della Valtidone, ospitato nei sotterranei della Rocca Municipale, che raccoglie numerose testimonianze di un’antica storia, con reperti archeologici ritrovati nel territorio.
Della vecchia fortezza è parte anche la chiesa di San Paolo Apostolo con soffitti a cassettoni e a volte di mattoni, oltre a dipinti di pregio e ad un’ottocentesca Via Crucis, opera di Luigi Achilli di Borgonovo. All’interno anche un prezioso organo costruito nel 1854 da Antonio Sangalli.

Con Maria Teresa iniziamo il percorso che ci porta alla prima tappa rappresentata da Fornello. Qui visitiamo la chiesa che sorge all’interno dell’Azienda Torre Fornello, dove ogni domenica don Pietro Achilli celebra la messa. Superiamo la piccola località di Crosignano e puntiamo diritti al Castello di Luzzano, che sorge al limite con l’Oltrepò Pavese, sul quale sconfina, in territorio di Rovescala, con una parte del terreno, come la chiesa dell’’800 dedicata ai santi Narbone e Felice.
Successiva tappa è Vicobarone, che raggiungiamo in pochi minuti, dopo aver superato la loc. Mula, per poi sconfinare in terra pavese con la frazione di Campana di Ferro, e rientrare di nuovo nel piacentino in loc. Casa Pallavicini. Giungiamo così a Vicobarone, superando prima un salumificio, poi la Cantina Sociale. Questo è uno dei nuclei abitati più antichi del territorio comunale, con un castello che è stato oggetto di numerosi interventi nel corso degli anni, l’ultimo nel XIX secolo ad opera del marchese Orazio Serafini Malvicini Fontana.
Alla stessa nobile famiglia è dovuta la realizzazione della chiesa di San Rocco, risalente al 1625. A fianco dell’antico castello sorge la chiesa Maggiore di San Colombano, principale edificio religioso di Vicobarone. L’ingresso è dominato da una grande scalinata, mentre all’interno spicca un altare marmoreo di notevoli dimensioni, provenienti dalla chiesa di Sant’Agostino a Piacenza, chiusa al culto dal 1803. l’altare maggiore fu invece donato da Domenico Sforza Fogliani nel 1857. Di pregio anche la tela che raffigura la Madonna Immacolata opera ottocentesca di Camillo Scaramuzza.
La ex scuola elementare è oggi sede di varie associazioni di volontariato, oltre ad ospitare il Museo della Civiltà Contadina di gestione dell’Associazione Culturale Ped’Fer. Dotato anche di un crossodromo, Vicobarone rappresenta, con Ziano, il centro più attivo e produttivo del comprensorio comunale.

Lo lasciamo per raggiungere Montalbo, a soli 3 chilometri, superando la Diola, il punto più elevato del territorio con i suoi 350 metri circa di altitudine. Bella la chiesa di San Cristoforo che ospita alcune edizioni del Valtidone Festival. Qui, sul versante sinistro del Tidone, si erge l’antichissimo castello risalente al XII secolo.
Da sempre al centro di battaglie è stato ripetutamente oggetto di contesa grazie alla sua strategica posizione. Distrutto per ben due volte, nel 1215 e, in seguito, nel 1516, vide avvicendarsi sette casate e l’ultima, che lo trasformò definitivamente, fu quella degli Scotti. L’ingresso è sovrastato dalla torre campanaria, certamente la parte più antica del castello. Sempre attraverso strisce d’asfalto che interrompono le ampie distese di una ricca e produttiva vegetazione, riprendiamo direzione Ziano dove si conclude il nostro itinerario.

Itinerari turistici

Sul territorio di Ziano sono segnalati e percorribili diversi percorsi da coprire in bicicletta o a piedi. Qui di seguito ne consigliamo tre.

Giro del Pozzo di Valle
Tra i vigneti di fondo valle
Partenza e arrivo dai Giardini di Viale dei Mille a Ziano
Segnaletica Rossa
Ristoro a Ziano
Lunghezza 2500 mt.
pendenza media 7,3%
Durata 40 minuti a piedi

Giro di Monte Po
Tra i vigneti di crinale
Partenza e arrivo dai Giardini di Viale dei Mille a Ziano
Segnaletica Blu
Ristoro a Ziano
Lunghezza 4600 mt.
pendenza media 6,7%
Durata 80 minuti a piedi

Giro del Vecchio Serbatoio
Tra i vigneti di Vicobarore
Partenza e arrivo dalla piazza di Vicobarone
Segnaletica Gialla
Ristoro a Vicobarone e Badenico
Lunghezza 4400 mt.
pendenza media 7,3%
Durata 80 minuti a piedi

Appuntamenti
16 e 17 settembre
Festa dell’uva – Montalbo

Ottobre
Passeggiata di fine vendemmia

Per info: Municipio tel. 0523.863221

Agriturismi d’eccellenza della Provincia piacentina
Agriturismo Il Negrese
Loc. Negrese
Prende il nome dalla zona sulla quale sorge ed è facilmente raggiungibile in pochi minuti sia dal centro di Ziano che da Borgonovo.
Riconosciuto quale uno dei più qualificati agriturismi della provincia piacentina, vanta attestati di merito conferiti anche dal Touring Club e dal Gambero Rosso, grazie alla bontà della sua cucina tipica, che esalta i prodotti dell’azienda.
La genuinità e la freschezza sono alla base di ogni piatto, preparato secondo le più tradizionali ricette locali.
Il pane viene sfornato quotidianamente, e la pasta è rigorosamente fatta in casa; sulla tavola vengono serviti tortelli piacentini, pisarei e fasò, tagliolini, panzarotti, nidi di rondine, passatelli, anolini in brodo, mentre tra le seconde portate spiccano il brasato di cinghiale e l'asinina con polenta, la coppa arrosto, gli arrosti e i bolliti misti fra cui le galline del pollaio.
Si chiude con dolci della casa e digestivi sempre di propria produzione.
L’ambiente accogliente e la gestione familiare sono la cornice ideale di questo luogo di cultura gastronomica e sono a garanzia di un servizio sempre attento e cordiale. Le rustiche sale sono attrezzate per ospitare anche cerimonie e banchetti.
Adiacente la struttura di ristorazione sorge la casa adibita all’ospitalità, con camere semplici e funzionali.
Sempre nella stessa corte si può visitare l’azienda vinicola, per prodotti enologici sempre in linea con la qualità che caratterizza Il Negrese.
In sintesi: ambiente accogliente, buona cucina, servizio attento, ospitalità familiare, prezzi moderati.
Quanto basta per una visita.

Roberto Rossi
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